Natale a Marradi.

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ISBN: 9788882126346Confronta i prezzi su:
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Sebastiano Vassalli

Natale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana

Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato La notte della cometa. Scrive Vassalli: “È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra…

Le mie rose le sue rose.

quinnisarose:

In un momento

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose.




Dino Campana a Sibilla Aleramo, 1917 

O poesia poesia poesia / Sorgi, sorgi, sorgi / Su dalla febbre elettrica del selciato notturno. / Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche / Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso / Sopra l’anonima fucileria monotona / Delle voci instancabili come i flutti / Stride la troia perversa al…

Canti OrficiDino Campana 
7 giugno 2010 alle ore 14,30 a Marradi 

Canti Orfici
Dino Campana 

7 giugno 2010 alle ore 14,30 a Marradi 

Ogni selvaggio istinto, ogni violenza di desiderio, e anche ogni superbia di pensiero naufragava in quella semplice ma infinita e perfetta affermazione d’amore.
Sibilla Aleramo
Ricordi…Domenica 21 marzo 2010 giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco Omaggio a Dino Campana a Marradi, Firenze

www.comune.firenze.it/comune/biblioteche/ppguelfa www.comune.marradi.fi.it www.mugellotoscana.it www.pro-marradi.it www.dinocampana.it www.campanadino.it

Ricordi…
Domenica 21 marzo 2010 giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco 
Omaggio a Dino Campana a Marradi, Firenze

www.comune.firenze.it/comune/biblioteche/ppguelfa 
www.comune.marradi.fi.it 
www.mugellotoscana.it 
www.pro-marradi.it 
www.dinocampana.it 
www.campanadino.it

La Chimera

Non so se tra rocce il tuo pallido

Viso m’apparve, o sorriso

Di lontananze ignote

Fosti, la china eburnea

Fronte fulgente o giovine

Suora de la Gioconda:

O delle primavere

Spente, per i tuoi mitici pallori

O Regina O Regina adolescente:

Ma per il tuo ignoto poema

Di voluttà e di dolore

Musica fanciulla esangue,

Segnato di linea di sangue

Nel cerchio delle labbra sinuose

Regina de la melodia:

Ma per il vergine capo

Reclino, io poeta notturno

Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,

Io per il tuo dolce mistero

Io per il tuo divenir taciturno.

Non so se la fiamma pallida

Fu dei capelli il vivente

Segno del suo pallore,

Non so se fu un dolce vapore,

Dolce sul mio dolore,

Sorriso di un volto notturno:

Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti

E l’immobilità dei firmamenti

E i gonfii rivi che vanno piangenti

E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti

E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti

E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Dai Notturni, La Chimera - Dino Campana

Da Varie e frammenti

(…)

Le vele le vele le vele
Che schioccano e frustano al vento
Che gonfia di vane sequele
Le vele le vele le vele!
Che tesson e tesson: lamento
Volubil che l’onda che ammorza
Ne l’onda volubile smorza…
Ne l’ultimo schianto crudele…
Le vele le vele le vele

Da Varie e frammenti, Barche amorrate - Dino Campana

O poesia poesia poesia

O poesia poesia poesia

Sorgi, sorgi, sorgi

Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.

Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche

Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso

Sopra l’anonima fucileria monotona

Delle voci instancabili come i flutti

Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l’elegantone le rubò il cagnolino

Saltella una cocotte cavalletta

Da un marciapiede a un altro tutta verde

E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram

Silenzio - un gesto fulmineo

Ha generato una pioggia di stelle

Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso

In un mantello di sangue vellutato occhieggiante

Silenzio ancora. Commenta secco

E sordo un revolver che annuncia

E chiude un altro destino

Marradi

l vecchio castello che ride sereno sull’alto

La valle canora dove si snoda l’azzurro fiume

Che rotto e muggente a tratti canta epopea

E sereno riposa in larghi specchi d’azzurro:

Vita e sogno che in fondo alla mistica valle

Agitate l’anima dei secoli passati:

Ora per voi la speranza

Nell’aria ininterrottamente

Sopra l’ombra del bosco che la annega

Sale in lontano appello

Insaziabilmente

Batte al mio cuor che trema di vertigine

Da Inediti (1) e (2), Marradi -Dino Campana